BaDante e CacciaGuida

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DanteCacciaguida

La prima regola del BaDante viene dal canto XVI del Paradiso, dove Dante incontra Cacciaguida, suo avo e concittadino, e così gli si rivolge: “ditemi dunque, cara mia primizia, quai fuor li vostri antichi e quai fuor li anni che vi segnaro in vostra puerizia”.

Cacciaguida, commosso, rievoca la Firenze dei suoi tempi, parla dei suoi genitori, dei suoi amici d’infanzia. E’ la chiave per iniziare a rivolgere la propria vita come un romanzo.

Come Dante con Cacciaguida, il BaDante, questa nuova  e antica figura professionale, il badante-biografo, arriva alla scrittura in seguito a una pratica e un metodo socio-assistenziale, fatto di ascolto, memoria, ricerca.

Il BaDante naturale, diffuso, dovrebbe essere il nipote, o il pronipote con aspirazioni letterarie.

Gli strumenti e le tecniche per aiutare i vecchi ricordi ad emergere in forma di racconto sono semplici e preziosi:

le vecchie foto di famiglia, i giornali dell’epoca in oggetto, le vecchie cartoline dei luoghi, e naturalmente, ove possibile, le passeggiate spazio-temporali.

Le passeggiate nel tempo consistono nel recarsi in un luogo importante per la persona che racconta, un luogo oggi probabilmente irriconoscibile, e oltrepassare insieme le barriere materiali.

All’inizio pare impossibile, la persona dice “non ricordo niente, è tutto cambiato”.

Poi si apre uno spiraglio. Lì c’era un calzolaio. Qui c’era il pavè.

Poco per volta, girandoci intorno, si rintraccia la topografia, lo spirito, la luce, i rumori, gli odori di quel giorno di molti anni fa, quando la vicenda che oggi vogliamo raccontare ebbe luogo.

Chiaramente, bisogna dare tempo al tempo. Con la pazienza, si fanno miracoli.

Nell’immagine, Cacciaguida mostra a Dante e Beatrice la Firenze dei suoi tempi, miniatura, Padova, Biblioteca del Seminario.

 

 

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