che razza di Colleoni

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(tutte le folli imprese di Bartolomeo Colleoni in meno di 500 parole by Leone Belotti per CTRL-magazine Agosto 2013- imago by Studio Tempt)

Hai 9 anni. Tuo padre ti dice: stanotte vieni con noi.

Con gli zii e i cugini in favor di tenebra arrivate al castello di Trezzo. Mentre i grandi trucidano la guarnigione, tu ti arrampichi free climbing a strapiombo sull’Adda per taggare il mastio col vessillo dei 3 Collioni. Bravo!

Tutto suo padre!  Sbagliato. A quindici anni sei già più grosso e più intelligente di lui. Vorresti ammazzarlo.

Ci pensa lo zio, che lo sgozza davanti a te. Libero!  Come in un film, afferri le redini di un cavallo, e quelle  del tuo destino (Il destino di un cavaliere).

Mercenario e gigolò, trafiggi cuori a raffica, ai tuoi piedi cadono nemici uccisi e donne innamorate. A Napoli il colpo grosso: la regina Giovanna è pazza d’amore. Le rubi i gioielli, e via.

Sulla tua strada trovi l’invincibile Braccio di Montone, un gigante sanguinario. Lo stendi al primo assalto (Indiana Jones).

Torni a casa,  e sposi Tisbe Martinengo, nobildonna fascino e cultura. Non ricca: di più. Hai tre castelli e decine di servitori. Ti annoi (Barry Lyndon).

I milanesi ti sono antipatici. Hanno occupato Bergamo, Brescia, il Garda e il Po con navi da guerra. Ma tu hai un’idea.

All’Arsenale di Venezia fai smontare 30 navi, le fai caricare su 2000 buoi e trasportare via terra (Fitzcarraldo) a Torbole, dove le fai rimontare, e all’alba sorprendi, sbaragli e affondi la flotta ducale.

A una festa a Mantova, riferendosi ai 100.000 ducati d’oro del tuo ingaggio con Venezia, un Visconti ti dà del venduto. E tu, alludendo al ducato di Milano: sarebbe più onorevole vendersi per un ducato di latta?

Ti nominano Capitano Generale della Serenissima, e in un paio di decenni, con la cavalleria e le armi da fuoco, rivoluzioni, velocizzi, l’arte della guerra.

Lanci la moderna carica di cavalleria (“tutta la forza in una sola carica travolgente”) e con 3000 soldatacci fai a pezzi 18.000 francesi, catturi il grasso delfino, e lo restituisci a peso d’oro (Braveheart).

Crei la scuola dei Bombardieri, fai montare bombarde rotanti su carri completamente corazzati, buoi compresi: hai creato un mostro di grande avvenire, il carro armato (Patton).

Nessuno osa più sfidarti.

Con la pace, ti dedichi alla  wellness: costruisci orfanatrofi, terme, aziende agricole, canali navigabili.

Hai potere assoluto, possedimenti enormi e fortune incalcolabili: ma la tua figlia prediletta, Medea, quattordicenne, muore di difterite.

Per lei, per starle vicino, fai costruire una cappella  fantastica.

Poi prendi carta e penna e lasci tutto il tuo patrimonio (la terraferma) alla Repubblica.

Sei l’uomo più duro del mondo, e te ne vai di crepacuore.

Venezia ti dedica la “più impressionante statua equestre mai realizzata”.

Apparentemente scazzato, e profondamente incazzato, sei l’icona immortale di una specie in via d’estinzione: il maschio antico, il maschio dominante.

Gambe larghe, spalle larghe, vedute larghe.

E i collioni  pieni.

 ColleoniDavinci  

> sulla vera storia della statua del Colleoni a Venezia, vedi lo scoop dell’upperdog sulla paternità dell’opera Verrocchio/Leonardo e sul dna Colleoni/Percassi 6palle 2gay 3verità:

http://calepiopress.it/2013/07/08/6-palle-2-gay-3-verita/

 

5 thoughts on “che razza di Colleoni

  1. Pingback: Bergamo 2019 il progetto | calepio press ©

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