sweet sand fried

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Alice Lewis, 101 anni, socio senior di Calepio Press dal 1921, scrittrice “rosa”, pubblicata in Italia da Mondadori (“Il sogno infranto”, biografia di Lady Diana; novelle su Confidenze 1996-2001) inizia la sua collaborazione a BaDante care&writing agency con le sue ricette di cucina poverissima ultracreativa a budget extra minimal –

Il sandwich come tutti sanno deve il nome al IV Lord di Sandwich, incallito e vizioso giocatore di carte del XVIII secolo che come ogni ludopatico non si staccava dal tavolo da gioco nemmeno per mangiare,

perciò il suo maggiordomo creò il “sandwich”, alimento rapidamente commestibile usando una mano sola, senza interrompere l’impegno al tavolo da gioco,

i sandwich non consumati, un poco induriti, venivano poi riportati in vita facendoli abbrustolire sulla piastra della stufa, e con ciò il buon maggiordomo creò il “toast”;

quando poi in Italia il Duce lanciò la campagna per la purezza della lingua e l’abolizione di ogni parola straniera, specialmente anglofona, il copy-writer ufficiale del regime, il vate Gabriel d’Annunzio,

già creatore de “La Rinascente” e della “Standa” (ex “Magazzini Standard”) con felice ispirazione creò il neologismo – di derivazione edilizia –  “tramezzino”;

ai giorni nostri, in Italia, con le orribili piastre elettriche di nuova generazione, o i tostapane a norma, e le sottilette light, è quasi impossibile avere un vero toast,

se non in qualche vecchio bar di periferia o di paese, che abbia conservato un tostapane anteriore al 1980,

solitamente questi bar espongono ancora il cartello “toast” (ma se insieme a “toast” c’è “piadine” non fidatevi).

L’unica soluzione come sempre è arrangiarsi, e sperimentare in proprio.

La mia proposta di oggi, variazione sul tema sandwich-toast, è il tostant, il toast-croissant, nome scientifico “sweet sand fried”.

Lo “sweet sand fried” è un sandwich dolce, abbrustolito-fritto, una sorta di croissant fatto in casa,

ingredienti: 2 fette di pan carrè preferibilmente avanzate e già mezze stantie; 1 noce di burro (anche rancido); 1 noce di marmellata quodlibet (qualsivoglia)

preparazione:

usando una qualsiasi padella antiaderente, o una piastra in ghisa,

fate tostare con calma e voluttà (fuoco minimo, 5 minuti) una faccia delle due fette a tostatura incipiente (quando appaiono le prime nouances rouges e un accenno di black stripes)

quindi spalmatele di burro e marmellata e chiudetela  a sandwich,

fate quindi tostare ipso modo il sandwich su entrambi i lati, girandolo una sola volta

otterrete una sorta di primitivo croissant, croccante in crosta, burroso in pasta e dal cuore dolce, di conserva,

lasciate riposare 2-3 minuti, per far riassorbire il burro sciolto nella trama della tostatura

infine addentate e mangiate in quattro morsi, partendo da uno spigolo

con un solo “sweet sand fried” avrete soddisfatto in modo sano, rapido ed economico ogni esigenza nutritiva:

25% fabbisogno calorico giornaliero; 90% fabbisogno grassi giornaliero; 30% fabbisogno proteine giornaliero; 20% fabbisogno zuccheri giornaliero

Imago: una giovanissima Alice Lewis modella per La Rinascente

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