1 secolo in 2 libri

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> 1914 da S.Zweig, “ll mondo di ieri”:

noi che abbiamo conosciuto il mondo di ieri possiamo testimoniare che l’Europa era davvero il mondo della libertà individuale, si compiaceva del suo caleidoscopio,

abbiamo goduto di maggior libertà civile rispetto ai giovani d’oggi, i quali sono costretti al servizio militare, al lavoro, e in molti paesi all’ideologia di massa e all’arbitrio della stolta politica mondiale.

Noi potevamo dedicarci all’arte, alle predilizioni intellettuali, plasmando liberamente la vita privata.

Potemmo vivere da cosmopoliti, il mondo intero ci era aperto innanzi. Viaggiavamo senza passaporti né permessi, andavamo dove ci piaceva, nessuno ci chiedeva le idee, la provenienza, il reddito.

Non v’erano costrizioni, si poteva parlare, pensare, ridere, inveire come si voleva; ognuno viveva a suo capriccio, in compagnia a solo, prodigo o economo, in gran lusso o da bohemienne,

vi era posto per ogni bizzarria, erano previste tutte le possibilità, nessuno si lasciava intimidire, si andava, si parlava, si dormiva con colui o colei che ci piaceva.

La parola aveva ancora potere, non era stata ancora calpestata a morte dalla menzogna organizzata, la “propaganda”, gli uomini ascoltavano ancora la parola scritta, l’attendevano,

per un poeta, per uno scrittore, non era vano dire una sua parola, la produzione intellettuale era in grande stima dalle più umili alle più alte stanze.

Nessuno aveva la pretesa di basare l’esistenza materiale sulle proprie disposizioni artistiche, i poeti e gli artisti sceglievano allora professioni medocri e senza ambizioni per aver quella minima sicurezza esteriore che garantisse loro l’indipendenza per l’opera interiore.

Con tale libertà, potevano ignorare i salotti, i vernissage e i grandi giornali corrotti e scrivere gratuitamente per le loro piccole riviste, mettendo in scena  le loro pieces in piccoli teatri sperimentali.

Non si vergognavano di vivere angustamente, pur di pensare con libertà e audacia in campo artistico.

In quelle serate amichevoli tutto era molto semplice e cordiale, sedie di paglia, tovaglia a quadretti, chiunque ben accetto, per cena miracoli su un fornelletto,

non avevano telefoni, macchine da scrivere, scrivevano i loro libri a mano, su carta riciclata (ndr: !), non erano più eleganti o ricchi dell’operaio sullo stesso ballatoio, che poteva unirsi e discorrere con loro.

Chi si preoccupava di quei fantocci solo più tardi gonfiati come la razza, la classe, l’origine?

Se oggi mi chiedo perché l’Europa nel 1914 è entrata in guerra, non trovo altra ragione che un eccesso di forza, di dinamismo, di pingui guadagni che congestionavano i governanti e montavano il sangue in testa.

Una guerra tra ricchi, per diventare i più ricchi.

Da allora, una certa ombra non si è più dispersa sull’orizzonte d’Europa, prima così limpido.

Oggi rabbrividiamo constatando come questo mondo per la sua furia suicida sia ottenebrato e ridotto a carcere e schiavitù,

e come l’uomo con sentimenti umani  sia ridotto nel XX secolo in orrendo isolamento e disperazione…

> 2014 da J.Attali, “Breve storia del futuro”:

La nuova classe creativa, un’iper-classe che dirigerà l’iper-impero, sarà costituita da  strateghi finanziari o d’impresa, a capo di compagnie d’assicurazioni e del tempo libero, architetti di software, creativi, giuristi, operatori di finanza, autori, designer, artisti.

Saranno donne  e uomini, dipendenti di sé stessi, concorrenti spietati, né impiegati né datori di lavoro, ma a volte esercitando più di un lavoro alla volta, gestendo la vita come un portafoglio di azioni, attraverso una competizione molto selettiva.

Ipocondriaci, paranoidi, megalomani, narcisisti, egocentrici, dovranno difendere le proprietà di capitali, software, brevetti, ricette, opere d’arte.

L’apprendimento sarà per loro una necessità vitale, la curiosità un’esigenza assoluta, la manipolazione una pratica corrente:

non avranno più frontiere tra lavorare, consumare, creare, allontanarsi, non conosceranno nessuna fedeltà né nazionale, né politica, né culturale,

saranno fedeli solo a sé stessi, si interesseranno innanzitutto all’organizzazione della propria vita erotica e del proprio suicidio.

Alcuni, più cinici degli altri, si metteranno al servizio dell’economia pirata e ne diventeranno i padroni.

Altri, al contrario, una volta fatta fortuna, investiranno nelle azioni umanitarie, diventando altruisti.

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