pro memoria

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Leggendo circa 300 libri l’anno da 30 anni, in occasione del giorno della memoria mi sono permesso di leggere per la prima volta il Mein Kampf di Hitler, che comincia con le parole: “deve essere letto da tutti gli uomini perchè prendano conoscenza e monito degli orrori della storia passata”. Riporto la pagina più interessante-agghiacciante per chi si occupa di comunicazione e grafica pubblicitaria.

Non si può giungere solo con gli scritti al cuore della grande massa.

L’oratore riceve dalla massa stessa cui si rivolge una continua rettifica del suo discorso, mentre lo scrittore non conosce i suoi lettori.

L’oratore sa che ogni fattore, anche l’ora del giorno in cui avviene il discorso è determinante: la mattina e durante il giorno le forze della volontà umana si ribellano alle imposizioni, mentre la sera si assoggettano alle volontà superiori.

Maggiori possibilità degli scritti e dei comizi ha l’immagine in tutte le sue forme, compreso il film: la massa accetta di buon grado spiegazioni date di colpo con le immagini, è sufficiente guardare, non è richiesto l’uso dell’intelligenza.

A una manifestazione marxista potei io stesso comprendere con quanta facilità il popolano si sottometta all’incanto affascinante di una potente messinscena.

Chi ha contatti con la folla sa che queste cose superficiali hanno un valore fondamentale.

Fino ad allora il movimento non aveva distintivi né vessilli di partito.

Nell’estate del 1920 fummo molto presi dalla questione del nuovo vessillo.

Da ogni luogo venivano proposte che manifestavano buone intenzioni ma poco valore.

Un dentista di Starnenberg mandò un disegno: un vessillo rosso, con al centro un disco bianco, al centro del quale era posta una croce uncinata nera.

Nel rosso, riconosciamo l’idea sociale del movimento,

nel bianco l’idea nazionalista,

nella croce uncinata l’impegno a combattere per l’affermazione dell’uomo ariano

e per il diffondersi della tendenza al lavoro creativo che fu e sarà sempre antisemitico.

Quest’unione di colori è più ammirabile di qualunque altra, è l’accordo più felice che ci sia.

 

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