spirito duende

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Una volta Federico García Lorca parlò del duende: uno stato emotivo topico, vortice interiore di sensazioni che conduce all’autentica espressione artistica.

Il termine è prettamente musicale, indica l’animo gitano del flamenco, ma è riferibile ad ogni forma di arte e dunque ad ogni artista che crea con questo spirito.

Poi esiste un altro Federico che fa Duende di cognome, e il musicista di professione.

Non lo vedevo da un decennio, o più.

L’ho rivisto ieri per caso. Gli ho detto: raccontami la tua storia.

La storia è semplice, ti racconto quello che m’ha cambiato la vita in 3 movimenti,

1 intro adagio in crescendo, cioè è come sono arrivato alla musica,

la voglia di suonare mi è venuta all’inizio delle superiori,

prima giocavo a calcio, sciavo, rugby, basket,

dopo non andavo più in curva, cominciavo a stare meno con gli amici, più con la musica, con le ragazze,

la mia prima batteria, usata, 150.000 lire

con gli amici del liceo tentavamo di suonare il punk rock, clash, sex pistols, led zepelin, iron maiden

dopo un paio d’anni ascoltavo il jazz, il blues, anche il blues elettronico, ero più curioso, cercavo le radici, john lee hooker, steve ray waughan,

a un certo punto mi iscrivo in accademia della musica, il mio maestro è Vittorio Marinoni, che suonava con Trovesi, e nell’orchestra Rai,

a un certo punto mi ha fatto capire questo: per suonare il rock non serve andare a lezione, ascolti i rolling alla radio, i cure, fai come faceva come jimy hendrix, impari anche senza saper leggere la musica,

in quel periodo ho cominciato a sentire la fusion, weather report, jaco pastorius, diijawan, la musica brasiliana,

la tecnica diventa più una questione di sensibilità sullo strumento, lo sviluppare capacità lessicale ti permette di non aver paura della musica, e cominci a divertirti, come quando impari una lingua, e prendi una scioltezza che ti rende estroverso,

stavo tutte le sere quattro ore in questo scantinato sotto casa mia a provare, suonare, riprovare, è stata questa la mia formazione,

a diciotto anni con la patente la macchina gli amici andavo a vedere i concerti jazz-blues,

da tre metri di distanza imparavamo come si suona, senza tanti microfoni, mettendo giù chitarra basso e batteria in piccoli locali, tassino, mentafredda, reef, caribe,

posti dove ho sentito suonare i miei maestri, e dove poi ho cominciato a suonare io,

intanto facevo il liceo, a scuola conosciuta questa ragazza australiana, oriunda italiana, in Italia per gemellaggio culturale, siamo nel 1990,

nella sala prove con la stufetta elettrica e il freddo porco scatta la love story,

restiamo in contatto per lettera,

dopo la maturità, mi regalo viaggio in australia per andarla a trovare, due mesi, western australia, a perth, scopro un mondo diverso, nel distretto ristoranti e locali tanta vita notturna e tantissima musica dal vivo, conosciuti tantissimi musicisti, specialmente italo-australiani,

mi avevano adottato,  mi portavano in giro in harley, mangiare, bere, suonare,

cominciato a suonare, andavo a genio a tutti, nessuno mi aveva mai cacciato da una band,

tornato in italia mi iscrivo al dams, corso di musicologia, due anni, la mattina studiavo e il pomeriggio una ragazza del centro di bologna mi affittava una stanzetta con una batteria per 50.000 lire a settimana, andavo a scuola col piatto, poi a suonare,

a 20 anni avevo la mia reputation di batterista capace, avevo suonato con un pò di gente, per caso o per fortuna mi chiamano i reggae national ticket, conoscevo il saxofonista, finisco a suonare con loro che cercavano un batterista,

loro avevano appena vinto arezzo wave emergenti, siamo nel 1995, facciamo una tournèè di un mese tutta italia con arezzo wave festival inverno, prima esperienza da musicista professionista,

ricordo un concerto a torino al palastampa,  dicembre 95, dovevamo aprire il concerto degli africa unite, 7000 persone,  poi registriamo il cd, “squali”,  oramai lavoriamo insieme da 6 mesi, le cose vanno bene

2 andante con brio, cioè come ho cambiato tonalità e continenti

a quel tempo la mia ragazza australiana si era trasferita in italia da me, ma dopo un po’ lei qui aveva problemi con i documenti, deve rientrare,

comunque là c’era lavoro, e possibilità di stare insieme,

decido, vado in australia, per stare con lei,

così prendo la decisione definitiva, a 22 anni, mi trasferisco in australia,

a 22 anni pensi di poter fare tutto, non ci pensi più di tanto, vuoi andare,

stupidamente magari li ho mollati, i reggae national ticket (loro poi sono andati in jamaica) ma volevo di più come solista, solo quando sono arrivato là mi sono reso conto di quello che ho perso, una carriera,

dovuto ricominciare tutto da capo, da zero, piano piano, subito a lavorare, impresa di pulizie, e cinque mesi di inglese corso per immigrati, gratuito, anzi mi sovvenzionavano, ma già al primo anno mi inserisco in una band di cover, andiamo a fare un capodanno, creatività poca, ma energia ok,

il pub rock austrialno era ancora fermo ai kiss agli anni 80, decido di evolvermi,

prendo un diploma per avere accesso all’università, e poi vado a fare l’audizione al conservatorio di perth, corso di batteria jazz,

anche se non sapevo molto di teoria, sono passato, poi sono fatto quattro anni regolari, e mi sono diplomato al conservatorio,

e intanto suonavo sempre più, anche due spettacoli a sera il venerdì sera, matrimoni, feste, in trio, quartetto, con cantanti donne, facendo pop, jazz, blues, di tutto,

siamo nel 2000, il mio socio un anglo-indiano, chitarrista, kim, lui portava lavori, io portavo lavori cominciavano a girare bei soldi in tasca, lavoravamo 5 – 6 sera la settimana, a volte vampate di cash di mancia ai matrimoni,

la mattina libero, dormivo, tutti i giorni in spiaggia nudista, corsa, bagno, poi andavo a comprare 2-3 cd, andavo al dely italiano, pecorino, carne,

il pomeriggio prove, la sera suonare,

a un certo punto succede che ci lasciamo, la storia era finita, vado a vivere da solo, e divento un iper-nomade, col gruppo partivamo per 3 mesi, andavano in corea a lavorare negli hotel, singapore, dubai, negli hotel 5 stelle, nel loft garden, bei soldi, tutto pagato, colazione, pranzo, cena, tutto 5 stelle, aerei prima classe, verdure fresche, pesce fresco, sushi,

di giorno in giro, poi in albergo relax e prove, la sera pop internazionale, avevamo 200 brani in repertorio, m.jackson eagles madonna frank sinatra tutto, la cantante una bella ragazza, kim alla chitarra, il suo amico al basso, io alla batteria, 4 ore a sera, 7 sere la settimana, dopo 3 mesi così suonare diventa il tuo gesto naturale, suoni a occhi chiusi qualsiasi cosa,

oppure tournè in east australia, sidney, melbourne,

registravo cd con artisti che mi chiamavano per registrare cd di musica originale australiana, anche le percussioni, le congas,

poi per un anno insegno in un college anglicano privato, insegno batteria ai ragazzi delle superiori, si guadagnava bene, poi lo mollo per le tournee,

andava tutto bene,

fondo la mia band, il mio primo disco da solo, genere jungle-dub e jazz,

per un paio di anni prendo la nomination per la musica awards in west australia come best batterista, poi mi butto sul latin jazz, creo una band “federico duende collettivo latino”

io percussioni, alla batteria un altro italo-australiano, contrabbasso e chitarra,

facevo trasmissioni in radio, siamo nel 2005, e sta finendo tutto,

m avevano proposto 9 mesi allo sheraton di bangkok a scatola chiusa

un pacco di soldi, un paese pieno di tranelli droghe ragazze

quello prima di me di stanza allo sheraton mi diceva: troie superlusso gratis tutte le sere ti entrano in camera diventano tue amiche

3 il ritorno della tonica,  cioè come ho ripreso le mie radici

intanto quando potevo un mesetto l’anno tornavo qui in italia a scanzo a trovare i miei, facevo qualche spettacolo, al tagliere, al paprika,

mi rendevo conto di non saper più, non riuscire più a parlare italiano,

quasi per caso succede che in australia non potevo più guidare per tre mesi,

un semaforo rosso, una sera per andare a suonare un matrimonio dove si guadagnava bene, un controllo, alcool ok ma patente sospesa, e vengo arrestato con due accuse,

4 giorni dopo in tribunale ho pagato l’avvocato d’ufficio 100 dollari mi sono dichiarato colpevole mi hanno dato 500 dollari di multa e tolta la patente 9 mesi,

in australia non puoi farti venire a prendere tutte le sere, intanto ero cittadino australiano dal 2001, siamo  ad agosto 2006, e torno in italia,

vado a stare da una ragazza, ci sto due anni, , ormai ero madre lingua inglese, e ho insegnato inglese per 4 anni

e dopo più di 10 anni ho ripreso a suonare in giro, druso, bopo, polaresco, col jazz club di bg, col mio maestro,

qualche volta ho suonato con carotone, sostituivo il batterista degli arpioni, grandi concerti a barcellona, a palermo, belle date,

ho fatto le percussioni per il nuovo disco roby zonca,

adesso con dudu e tommaso lando lavoriamo a progetto nuovo,  i “duende kangaroos” un collettivo intercambiabile di musica  jazz improvvisazione

facciamo 1h di musica nostra e poi 1h con tutti gli ospiti facciamo la jam, una volta al mese, al bopo ponteranica,

creato un mio set particolare di batteria e percussioni,

adesso insegno batteria nella scuola dove ho imparato, c’è l’attrezzatura giusta, e buone soddisfazioni, ho tanti ragazzi, ed esperienze da trasmettere,

non sono diventato una grande star, ma chi vuol fare questo mestiere adesso mi vede come io vedevo il mio maestro, e questo è appagante.

(storia di Federico Duende raccolta da Leone Belotti)

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