qui mio nonno mi disse che suo nonno…

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salendo la scala del condannato dal convento di San Francesco alla Rocca, al gradino 75/100 si prenda il cancellino a sinistra, e dopo 20 metri ci si trova qui, ai piedi della Rocca, bastione esterno nord-est:

in questo luogo, mi disse mio nonno 40 anni fa, suo nonno (cioè il mio trisavolo) insieme ad altri volontari, al comando del 25enne Gabriele Camozzi, aveva combattuto nella primavera del 1849, assediando ed espugnando la rocca,

quando, a causa della “politica” piemontese, Bergamo fu “restituita” agli austriaci, molti di quei ragazzi furono incarcerati in san francesco e in seguito fucilati in rocca,

questo fino a qualche anno fa era anche l’accesso al bosco faunistico,

scendendo a sinistra attraverso un percorso fantastico, tuttora praticabile, tra scalette di pietra e terrazze panoramiche immerse nel verde,  si raggiunge dapprima il terzo chiostro del convento, dove d’estate si bevono gli aperitivi, poi l’uscita dal convitto su via s.lorenzo, all’altezza di via tassis,

invece, il sentiero di destra conduce alla frana-voragine, che ha preso il posto del parco-bosco, che era il polmone verde di città alta, e attraverso un sentiero nel sottobosco univa la fara alla rocca,

quel giorno con mio nonno doveva essere autunno, ricordo il sentiero come un tappeto di foglie gialle e rosse,

oggi di quel sentiero restano questi venti metri, che ho pietosamente ripulito dall’immondizia prima di scattare la foto

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