berghem vintage adventures

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saltafoss vetrofania 2

certo che puoi parlare dei segreti della città! i sotterranei delle mura, le rogge coperte, i ricordi sepolti…  

quando ancora non esistevano le Nottole, eravamo noi i padroni unici

delle cannoniere, dei sotterranei delle mura e dei mille cunicoli misteriosi

se ti racconto le adventures che facevamo da ragazzini negli anni Settanta

mentre i nostri genitori impegnati si drogavano e facevano sesso libero

i vari gardaland e parchi divertimento ti sembrano ben misere cose

ci si trovava alla Fara con le nostre Saltafoss arancioni e poi

da S.Agostino ci calavamo sotto le mura a corda doppia

noi e le Saltafoss, e c’era la prima prova speciale,

bike-rafting sul letto del Morla fino al Putt di S.Caterina,

poi tappa di trasferimento navigli pitentino –galgario, oggi coperti,

e seconda prova speciale, lasciando le bici, e indossando stivali di gomma

esplorazione panico e pantegane della Morla sotterranea da borgo palazzo a via mai-via david e poi sotto la ferrovia per uscire in via gavazzeni luridi

e  felici, sotto gli occhi allibiti dei pretini internati alla casa del giovane

tutto il pomeriggio, tutta l’estate era un’attività in cerca di pericoli

e prove di coraggio più cretine dei reality di oggi, come il lasciarsi

risucchiare dalle sabbie mobili rosse al gres della Potranga, con idee

perverse su chi, come e quando avrebbe lanciato la corda di salvataggio

o la corsa sui binari a boccaleone  con la littorina marron in arrivo da dietro

e la produzione dei 50Lire doblonati, piatti e larghi come antichi medaglioni

ci voleva un treno merci, per farle, lento e pesante, e un adesivo tondo,

tipo Goggi Sport o Cominelli, col quale incollare il 50Lire sul binario

poi il treno passandoci sopra le faceva diventare enormi

lì sperimentavamo cosa vuol dire ricerca e sviluppo

cosa vuol dire tecnologia e segreto industriale,

in primo luogo esplorare

i cortili, i palazzi, i parchi, le strade,

e le vie ferrate, le vie d’acqua, gli specchi d’acqua,

poi diventati più grandi si cominciava a poter stare fuori la sera

e naturalmente il nostro Bergamo-sport era entrare la sera in posti vietati,

la Rocca, le piscine Italcementi, oppure fare il bagno nelle fontane,

alle Poste, alla Stazione, tutte cose oggi impossibili

oggi c’è la telesorveglianza, e non ci sono più guardiani, portinai,

il portinaio era il vero spauracchio, il vero nemico,

il rappresentante del mondo degli adulti,

delle regole e dei divieti.

5 thoughts on “berghem vintage adventures

  1. Gli anni ’80 non erano molto diversi: mentre i figli maggiori dei nostri genitori erano impegnati a drogarsi (e poi dicono che i figli non seguono l’esempio dei padri!) e cercare gettoni per telefonare, noi esploravamo con le stesse Saltafoss elaborate (ammortizzatori rialzati, parafanghi divelti e cambi Shimano) il Serio risalendolo da Pedrengo, mettevamo i chiodi da dieci centimetri sui binari con il nastro isolante per ricavarne lame, rubavamo fumetti pornografici all’edicolante di via Marconi e la sera entravamo ai Gérmani distraendo i cani con le polpette della nonna.
    Sarà pure nostalgia nostalgia canaglia, ma vuoi mettere con una merda di videogioco?

  2. Beh, dopo i ’70, gli ’80 io ho vissuto i ’90, quando ancora la tv e i videogames non avevano piena egemonia… ma ahimè proprio negli anni ’90 è iniziato il lento declino delle ginocchia sbucciate e del fango come accessorio… Io a voi un pochino vi invidio… i teenager di questa generazione e quelle che verranno (se l’andazzo resta questo) vivranno una gioventù sempre più finta, triste e totalmente inutile… purtroppo…

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