l’anno del giardiniere

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So che ci sono molte belle professioni, per esempio scrivere sui giornali,, votare in parlamento, sedere in un consiglio d’amministrazione oppure firmare scartoffie d’ufficio, ma quantunque tutto questo sia bello e meritorio, nello svolgere queste professioni, l’uomo non fa quella figura e non ha quella postura così  monumentale, plastica e chiaramente statuaria che ha l’uomo con la vanga.

Signore, quando sta così sulla sua aiuola, con una gamba appoggiata alla vanga, asciugandosi il sudore e dicendo “Ah!” , allora sembra proprio una statua allegorica; basterebbe scavarla con attenzione, estrarla con tutte le radici e metterla su un piedistallo con la scritta “Trionfo del Lavoro” oppure “Il Signore della Terra” o qualcosa del genere.

Dico questo perché adesso è proprio il tempo di farlo, voglio dire il tempo di vangare.

(Karel Capek, L’anno del giardiniere, 1925. Prima lettura 2008; rilettura: ieri. Foto: a ds Karel Capek; a sn. il fratello pittore Josef, inventore della parola “robot”)

1 thought on “l’anno del giardiniere

  1. Voi ! Leone.

    È l’aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende. E il vomere e la lama sono entrambi di acciaio temprato come la fede … dei Vostri quori.

    Bravo !!!

    M.

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