Quando sharing/condivisione si diceva comunione

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Prima ti confessavi, poi ti comunicavi.  Facebook ce l’hanno installato da piccoli.

La parrocchia era la community, l’oratorio il social network. La confessione è stata la nostra prima chat. La comunione ci ha portati all’happy-hour. La ridondanza dei messaggi – comandamenti, preghiere – ci ha predisposti alla pubblicità.

Il titolo di quel vecchio libro del grande laico Benedetto Croce, “Perché non possiamo non dirci cristiani”, funziona ancora.

Sono queste le cose che mi dice il me-bambino della foto Wells. Primi anni Settanta, prima comunione. Chiesa di S. Anna, Borgo Palazzo.

 

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