ecoadv budget euro 2500

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ECoadivi

4 considerazioni comparate e 1 nota finale su come fare eco-pubblicità a basso costo:

1) 10 miliardi di volantini stampati (e gettati) ogni anno in Italia,

ovvero 40.000 tir sulle strade e 4 milioni di alberi tagliati ogni anno;

2) fatalmente, per ironia semiotica, ricercando pubblicità ecologica, eco-pubblicità, si finisce sui volantini/pubblicità-eco di bg, che attraverso adivì, offre stampa e distribuzione di 50.000 volantini a 2500 euro;

3) digitando su google  “costo stampa + distribuzione 50.000 volantini” scopri che altri ti fanno spendere meno della metà;

4) infine arrivi su Calepio Press-ADVzero, pubblicità ecologica,  che per la stessa cifra, 2500 euro, ti scrive un libro ad hoc di 50 pagine e te lo stampa in 1000 copie. In totale fanno sempre 50.000 fogli. Però riciclati, non plastificati, e soprattutto: che non verranno buttata via! Lo stesso dicasi dei tuoi 2500 euro di budget. Meglio la stima di 1000 lettori che il fastidio di 50.000 non lettori.

Nota finale: si, questo è un post pubblicitario, dedicato a tutti gli amici che da anni mi ripetono “facile limitarsi a criticare sempre gli altri, senza mai proporre soluzioni alternative”

Qui sotto, un esempio di “libretto da visita”, o Pergamino, realizzato e pubblicato da Calepio Press/ ADVzero:

copPaganiI5

paper spam

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volantino_lidlok

il volantino, o flyer, è il re della spam cartacea,

ne sono intasate cassette delle lettere, androni, parabrezza delle auto.

Il 90% dei volantini stampati viene cestinato direttamente senza nemmeno essere guardato (e quelli sulle auto vengono gettati a terra).

Stabilire un’agenda per la riduzione del pubblicitario-cartaceo (carta plastificata, volantini, brochure, affissioni) è uno dei punti programmatici del manifesto di Ecologia Semiotica di Adv Zero (vedi post Adv Zero del 25-2-2013).

Ma non sarà facile. Già nel 2006 il sindaco di Alezio (Lecce) vietava la distribuzione selvaggia di volantini nel territorio comunale. Il Tar di Lecce l’ha prontamente sconfessato.

Poi ci ha provato il sindaco di Sarnico. Il Tar di Brescia gli ha dato torto, indicando nelle motivazioni argomenti di un certo peso come  “la libera iniziativa economica espressa dal volantino”. Simile sentenza dal Tar di Catania.

Da qualche tempo il Consorzio dei Navigli Lombardi, che gestisce la raccolta differenziata di una ventina di comuni dell’hinterland ovest di Milano, ha iniziato una campagna d’opinione (e boicottaggio ) contro i volantini.

Ora, nel giro di pochi giorni, i sindaci di Caserta (6 maggio), Crotone (20 maggio) e Foggia (30 maggio)  hanno emesso ordinanze di divieto del volantinaggio selvaggio.

In realtà i sindaci emettono queste ordinanze esasperati dai danni (e dai costi di smaltimento) causati dai volantini. Come scrive il sindaco di Crotone: “L’obiettivo è di evitare che le strade siano pavimentate con tappeti di depliant e volantini”.

La domanda sorge spontanea: per quale motivo i Tribunali difendono la spam cartacea, invasiva e inquinante? Che interessi tutelano (a danno dell’ambiente)?

Risposta facile: la GDO, la grande distribuzione organizzata, le catene di supermercati,

sono loro i padroni del volantinaggio, e ci spendono 1 miliardo di euro l’anno:

e ogni anno in Italia vengono stampati (e gettati) 12 miliardi di volantini,

una media di 200 volantini pro/capite (equivalenti, in carta, a un paio di libri) che ognuno di noi “getta via” causando un danno ecologico;

ma occorre anche considerare l’aspetto economico, perché è chiaro che alla fine li paghiamo noi, i volantini, quando andiamo a far la spesa,

e dunque questi 12 miliardi di euro di alberi-carta-monnezza significano una spesa annua  di 20 euro a testa (con i quali, di nuovo, avremmo potuto scegliere un paio di libri, che a differenza dei volantini, normalmente si conservano… )

in attesa che il Tar della Campania e della Calabria si pronunci a difesa della libertà d’opinione del 3×2 e del tutto a 1€, potremmo cominciare a distribuire o anche buttare per strada  Shakespeare e Hegel,

e conservare i volantini in libreria.

 

adv controspot 2013

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baci580

L’ho conosciuta per caso, in giro, ed è stato subito feeling, poi dopo qualche giorno sempre per caso la rivedo e allora le dico: «ti vedo deperita mangi poco, andiamo a mangiare una pizza in città alta in un posto che so io, micetta?»

come fai a dire di no? e infatti mi monta in macchina, e dopo dieci minuti siamo sulla corsarola mano nella mano come due piccioncini

vado da mimmo, chiuso, vado da franco, chiuso,

alla fine vado al sole, che è in eclissi da anni,

appena entri ti dà questa bella idea di duty free shop albanese in bulgaria, anche con il corner montenegro, i muri scrostati, il cameriere unto, la lampadina osram che tira gli ultimi, e la pizza che fa schifo, e il prosecco sgasato e tiepido, non un bell’inizio,

usciamo, le faccio fare la scansione portabene delle tre palle del Colleoni sulla inferriata dell’omonima cappella, dal lato sn a ds, poi scendiamo da porta s.giacomo e al primo approccio, primo bacio, non ci stacchiamo più,

«dormiamo insieme?» «…si!»  

non mi sembrava vero

nell’agitazione prendo la macchina, nell’uscire dallo stop faccio una svolta vietata, mi trovo un tipo nella fiancata che vuol fare la constatazione amichevole, va bene,

mi dirigo verso nh hotel 4 stelle, non pensando che non avevo soldi, quando c’è l’amore non pensi più ai soldi,  avevo in tasca 140, costava 180,

«pago io» dice lei,

in camera mentre lei va in bagno io sono già senza mutande in grande aspettativa sul lettone immacolato poi mi giro sul fianco e vedo un virgolone marrone che sembra proprio  quel che sembra, una sgommata,

in quel momento lei esce dal bagno e vede il virgolone, e la mia chiappa sporca, allora vado in paranoia e in imbarazzo, un imbarazzo merdoso che fa irrigidire tutto tranne il membro esterno, che in caso di merda si mette giustamente in sciopero,

faccio la figura di quello che si caga addosso, e penso che mi mandi a cagare, e invece no, la micetta sta con me anche nella merda, questo è importante, strappa il lenzuolo e lo butta in un angolo,  e passiamo la notte in bianco, vicini vicini, sul materasso,

all’alba infilando i jeans si svela il mistero del virgolone:  

pensavo fosse merda, era un bacio,

un merdoso bacio perugina che mi ero dimenticato in tasca nei jeans dove si era anche un po’ sciolto e poi nell’entusiasmo dello sbragarmi lanciando i jeans per aria era finito spatarrato sul lenzuolo proprio sotto le mie chiappe

le leggo il bigliettino: un bacio è una magia che tinge di rosa anche la notte più nera,

certo, ma a volte  colora di merda anche il lenzuolo più bianco:

alla perugina gli va bene che mi stanno sui Colleoni gli avvocati

ma un trauma così non c’è psicologa che me lo possa rimuovere

ormai mi basta vedere il blu e argento dei baci perugina per sentire l’alone del virgolone che sale  dalla mutanda.

Storyboard presentato  da Massimo Forlini, detto Lini (già sceneggiatore del fumetto “Il paninaro”, agente del pittore Stefano Caglioni e dello scrittore Max Rebelòt. ) al concorso AdvZero “controspot 2013″, idee per pubblicità al contrario (requisiti: lo spot deve essere 1) una storia vera 2) denigratoria verso il prodotto).

lini

 Nella foto: Lini gaudente  con amiche.

 

adv autolesionista banca etica

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bancaEtica

un bambino grasso che gioca a Shangai in un orfanatrofio delle suore a Napoli

è l’immagine che Banca Etica mette in vetrina, e così facendo si spoglia nuda,

e rivela tutta la propria cattiva coscienza, sia semiotica che cristiana:

dal punto di vista semiotico:

1) il bambino grasso è il cliente

2) i bastoncini shangai sono i piccoli risparmi da spostare senza rompere gli equilibri

3) Banca Etica resta ferma alla propria infelice natura di ossimoro senza uscita

(l’etica non si risparmia, e non si presta);

dal punto di vista cristiano:

devi avere proprio fatto dei peccati mortali per entrare in Banca Etica!

Nemmeno la chiesa cattolica nei suoi momenti peggiori arrivava a tanta tristezza:

questa è la più triste, autolesionista e scacciaclienti immagine pubblicitaria dell’anno!

se Banca Etica credesse veramente nella propria mission (un mondo migliore)

dovrebbe rivolgersi a gente illuminata, che vuol cambiare il mondo,

cioè il mood woodstock di Conto Arancio, o il target smart di Che Banca!,

non si capisce proprio questo deficit di creatività, di entusiasmo, di fiducia,

al di là del sarcasmo sul nomen/omen del direttore generale (Mario Crosta)

crediamo che con l’input giusto, anche senza ricorrere alla grande agenzia,

non sarebbero mancate idee e immagini più persuasive, funzionali e attraenti.

Perchè devi mortificare il tuo cliente, se quella che proponi è una scelta giusta?

Se l’etica è una “bella cosa” perchè dotarla di una brutta estetica?

Con l’immagine del bambino obeso (forse down?) di fatto Banca Etica

più che contrapporsi all’etica… protestante delle grandi banche “immorali” come MorganStanley

fa concorrenza, e porta via clienti, ai frati Comboniani&Monfortani!

Col cuore a pezzi (dispiace vedere in tanta malora comunicazionale un marchio “etico”,

avremmo preferito dare questo riconoscimento a un marchio “profit”)

non possiamo esimerci dall’assegnare a Banca Etica il premio AdvZero2013

per l’immagine meno pubblicitaria e più autolesionista dell’anno.

adv +30kg -30sec

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pinguino

Pubblicità palese Vodafone al Sanremo con Elio travestito da grasso (pingue) sul palco a sostegno evidente dello spot Vodafone versione pinguino (che viene dal latino “pinguis”, grasso, ma tu guarda le coincidenze!) + predica della Littizzetto pro brutti e grassi + smentita del direttore rai su presunti condizionamenti del televoto a favore di Elio (e chi se ne frega, il problema è esattamente l’opposto, non è lo spot Vodafone che aiuta Elio a vincere Sanremo, è Elio, e dunque Sanremo, che aiuta Vodafone!): un bel coordinato! Compliments all’intelligence dell’agenzia e all’ignorance di noi utenti televotanti, che paghiamo il canone (un cane grasso?) per guardare Sanremo, cioè gli spot Vodafone, e  votiamo Elio col “televoto popolare” (che è un service telefonico a pagamento!). En plein!

Chi ha mezzo minuto per riflettere, rifletta sul fatto che il pinguino-Vodafone-Elio-Sanremo è stato creato per sostituire l’orso bruno-Vodafone, denunciato dall’audicons per pubblicità ingannevole, promettendo “minuti” che invece sono al massimo “mezzi minuti”.

+30 Kg – 30 sec = ADVzero