Debord ante Debord post

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Copertina commentari

“Si preferisce spesso chiamarlo mediatico, piuttosto che spettacolo, volendo in tal modo indicare un semplice strumento,

una sorta di servizio pubblico che gestirebbe con imparziale “professionalità” la nuova ricchezza della comunicazione di tutti grazie ai mass media,

comunicazione giunta finalmente alla purezza unilaterale, dove si fa tranquillamente ammirare la decisione che è stata già presa.

Ciò che viene comunicato sono degli ordini, e, in modo molto armonioso coloro che li hanno impartiti sono gli stessi che diranno cosa ne pensano.”

Guy Debord, Commentarii alla Società dello Spettacolo.

Dall’intro alla nuova edizione del compagno editore Fausto Lupetti: 

Del suo libro Debord dirà: «È stato scritto con l’intenzione precisa di nuocere alla società dello spettacolo». […]

Giorgio Agamben già nel 1990 scriveva: «L’aspetto più  inquietante dei libri di Debord consiste nell’accanimento con cui la storia sembra essersi adoperata a confermare le sue analisi.

Non solo, venti anni dopo la La società dello spettacolo, i Commentari sulla società dello spettacolo (1988) hanno potuto registrare in tutti i campi l’esattezza delle diagnosi  […] sembra che la politica mondiale oggi non sia altro che una messa in scena parodistica dello scenario che esso descriveva».

[…] la terribile affermazione di Jean Baudrillard che non poco deve al pensiero di Debord: «Oggi l’unico sentimento vitale resta l’odio». È in questa cupa prospettiva che si colloca la previsione di Debord per il futuro dello spettacolo che «non sarà certo quello di finire in un dispotismo illuminato»

[…] i due temi centrali del movimento, la deriva e il détournement. La prima «si presenta come una tecnica di passaggio rapido attraverso diversi ambienti. Il concetto di deriva è strettamente legato al riconoscimento di effetti di natura psico-geografica e all’affermazione di un comportamento ludico-costruttivo,

[…]. Il détournement è l’arma più forte contro  le avanguardie artistiche disposte a farsi recuperare dal sistema; è anche una tecnica di combattimento per riappropriarsi di parole, immagini, opere, riattivando il loro potenziale poetico e sottraendole ai circuiti controllati dal potere, offrendo a tutti gli strumenti per servirsene.

[…] la convergenza tra le due precedenti organizzazioni dello spettacolo, quello concentrato (nazionalsocialista e sovietico) e quello diffuso (nordamericano), nello spettacolo integrato, la forma più avanzata di dominio che ha nei due paesi latini (Italia e Francia) la sua terra di elezione.

Menzogna, corruzione, ruolo determinante dei servizi segreti di varie obbedienze sono elementi non patologici, ma connaturati, si direbbe ontologicamente, alla nuova forma del potere il cui modello organizzativo e antropologico è quello della mafia.

Gli ultimi anni della vita di Debord sono segnati dai primi sintomi di una malattia […]

«Come in ogni malattia incurabile è molto meglio non cercare, né accettare di curarsi».

Si suicida nella sua proprietà di Champot-Bas, nell’Alta Loira, il 30 novembre 1994.

Nel gennaio 2009 lo Stato francese decide di classificare tutti i suoi archivi nel patrimonio nazionale opponendosi alla loro acquisizione da parte dell’Università di Yale, che aveva offerto 2,75 milioni di euro. Secondo il decreto questi archivi rivestono «una grande importanza per la storia delle idee della seconda metà del XX secolo e per la conoscenza del lavoro, sempre controverso, di uno degli ultimi grandi intellettuali di questo periodo» (Journal officiel de la République française, 12 febbraio 2009).

Fausto Lupetti

http://www.faustolupettieditore.it/catalogo.asp?id=206