ciotole mensa te! per quadrumviri

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mensateCiotole

l’idea mensa te! è una mensa popolare/fabbrica delle idee a costo zero (inaugurazione sperimentale: mercoledì 7 maggio h12.30 al Lazzaretto)

diario/report: siamo 4 morenti di fame, viventi d’idee, e ci rivolgiamo ai nostri simili per continuare così.

> athos, già autore del logo, si occupa della postazione-cassa, dove verranno infilate le idee con valore di buono-pasto (stiamo preparando moduli e biro per idee scritte a mano al momento, + postazione pc per scaricare idee-file)

> daniele prepara il blog-wordpress, virginia la pagina facebook,

> leo e teo si occupano del menu e delle stoviglie,

> menu: si decide per una pasta zucca e fagioli, la zucca vuol dire idee in testa, fagioli vuol dire buttare fuori, esprimere, veicolare le idee nell’aria

> stoviglie: scartata l’idea usa e getta (piatti di plastica, bicchieri di carta) si sceglie come stivoviglia unica la scodella, già simbolo dell’iniziativa, e si parte in cerca di scodelle

in spirito mensa te! si cercano scodelle usate, di scarto, a basso costo,

andiamo al mercatopoli, niente scodelle,

al triciclo, la signora ci dice che aveva un bel lotto di 25 vecchie scodelle, ma l’ha appena venduto alla comunità burkina-faso,

al market cinese di via suardi troviamo scodelle a basso costo in plastica o alluminio (in foto) che sottoponiamo al giudizio del collettivo,

quella in plastica costa 69 centesimi, quella in alluminio 90,

il nostro budget è puramente virtuale, rimandiamo la spesa all’ultimo giorno (fagioli, zucca, pasta, damigianina vino rosso, e scodelle) mentre per bicchieri e cucchiaio decidiamo di portare i nostri bicchieri e i nostri cucchiai,

se qualcuno volesse donare o prestare scodelle – la classica vecchia scodella – a mensa te!, le può recapitare oggi o domani al Lazzaretto (cella 69, associaz. “Piedi per terra” > Daniele Lussana tel  393.31006601 mail lussana.daniele@gmail.com  ) oppure a Calepio Press (via calepio 4, p.zza s.anna, > Leone Belotti tel 349.4015089 mail info@calepiopress.it )

stesso discorso e stessi recapiti per eventuali donatori di vino

> per partecipare, conferma tua presenza please all’evento sulla pagina fb:

https://www.facebook.com/mensate

(imago: scodelle alluminio o plastica?)

sanatorio d’impresa

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Il Sanatorio d’Impresa (Calepio Press Fanta Marketing Project n140409) è un classico progetto storto, obliquid, nato da un pensiero laterale, debordante e “rivoltante”,

l’idea nasce dalla semplice constatazione del trend sulla mortalità d’impresa, specialmente piccola impresa: sono più quelle che chiudono di quelle che aprono

perciò l’idea di creare una struttura-campus dedicata alle imprese morenti, in coma, in suicidio, un’idea di rianimazione d’impresa, o di aiuto nella dismissione, e nella gestione delle salme d’impresa

in origine l’idea era specialmente focalizzata sull’obitorio d’impresa, o mortuorio d’Impresa, titolo sotto il quale il progetto è  pubblicato questo mese nella rubrica Fantamarketing di CTRL Magazine (il Magazine gratuito che va a ruba, essendo introvabile, come tutte le buone cose: in questi giorni reperibile in via del tutto eccez alla fiera dei librai, sul sentierone)

> poi complice la pasqua ecco l’implementazione insurrezionale, verso una rianimazione d’impresa, o terapia intensiva, e un uso realmente utile (per non perdere e/o riconvertire le risorse e professionalità delle imprese che muoiono) di quelle applicazioni di chirurgia gestionale (comunicazione, informatizzazione, social media, condivisione costi  etc) che oggi vengono “spese” negli incubatori d’impresa a favore delle nuove imprese, o delle imprese giovani, o femminili, etc

dove insieme ai soldi pubblici si spende anche molta retorica

investire sui sanatori d’impresa piuttosto che sugli incubatori può sembrare una proposta regressiva, reazionaria e persino retriva

occorre qualche esplicazione che chi ha avuto a che fare con gli incubatori potrà confermare: l’incubatore d’impresa sarebbe il posto dove si aiutano le giovani imprese a nascere e sopravvivere, ma spesso per sua natura, essendo finanziato dal vecchio regime, tende a castrare i progetti realmente innovativi (che metterebbero in crisi l’antico regime) e a lobotomizzare i cervelli migliori, o in qualche caso a paracularli e/o associarli ai figli di papà bisognosi di sostegno, vero target dell’incubatore.

il concept del sanatorio d’impresa è il contrario dell’incubatore d’impresa, è il posto dove i giovani aiutano le vecchie aziende a morire, e con i pezzi ancori buoni (macchine, persone, saperi) assemblano delle aziende frankestein, perfette in epoca di horror-economy.

Nel sanatorio d’impresa la vecchia impresa in fallimento, ma anche la piccola impresa, l’artigiano, può trovare un centro-ricovero, servizi di rianimazione d’impresa, dismissione, dolce morte, trapianti, innesti etc.

La location ideale in ambito berghem è il Lazzaretto, luogo storicamente deputato alla missione, già pronto con le celle, dove le imprese appestate trascorreranno la lotteria quarantena vita/morte,

al centro il grande campus dove  giovani tecnici particolarmente crudeli (programmatori, e.commercialisti, social e viral marketing manager, blogger) faranno a pezzi le imprese e praticheranno terapie intensive di rivitalizzazione d’impresa con nuovi format, nuova filiera, riconversione, riutilizzo, dismissioni costi inutili, nuovo posizionamento sostenibile, etc

il Lazzaretto è per sua natura e spirito del luogo la base ideale per  diffondere in modo virale il contagio delle nuove idee

lo slogan, pensato come insegna capitale sull’ingresso ad arco del Lazzaretto:

alzati e fattura!

Il 7 maggio prox venturus in occasione del compleanno del Lazzaretto (giusto quei 500 anni) il Sanatorio d’Impresa sarà uno dei temi della pausa pranzo food-sharing Mensa te!

> Lazzaretto, 7 maggio h12-14, esperimento di mensa popolare/fabbrica delle idee

> 1 idea 1 pasto >  http://calepiopress.it/2014/04/02/mensa-te/

plus info next days

Bosatelli sei vecchio, rilassati

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il simpatico domenico bosatelli, boss della gewis (da lui fondata 1970 a Cenate, elettrotecnica, domotica, energia, 300ml fatturato 25 di utile 1600 dipendenti)

giunto alla terza età si mette a fare il boss dei giovani e dei laureati,

adesso è alla guida della Luberg, l’associaz. laureati bergamaschi,

e a proposito del 40% di disoccupazione giovanile su l’eco di oggi dichiara “i giovani dovranno avere particolare intraprendenza e saper inventare nuovi lavori e nuove attività d’impresa, come ha fatto la generazione degli anni Cinquanta”.

Allora, finiamola con questa bufala dei giovani e dell’intraprendenza.

L’intraprendenza del dopoguerra fino al boom economico era data dall’aver appena abbattuto un regime, avere un mondo da ricostruire e soprattutto finanziamenti a pioggia (piano marshall) e condizioni favorevoli a qualsiasi attività d’impresa (legislazione, costo lavoro, mercati, crescita),

ai tuoi tempi, bosatelli, qualsiasi attività uno aprisse praticamente funzionava da sola;

la vostra generazione è ingrassata grazie al traino dell’economia americana, mentre la nostra è affamata dalla micidiale sinergia del debito stato italiano- comunità europea;

oggi qualsiasi attività utile redditizia intelligente che in condizioni di libero mercato funzionerebbe è destinata a fallire appena apri la partita iva e cominci a entrare nei meccanismi assurdi dello stato italiano.

Ai tuoi tempi bastava prendere una roba qualsiasi, e dire “la faccio in plastica” e facevi i miliardi, anche tu hai fatto così,

oggi noi dobbiamo fare il contrario, tutto la roba di plastica tornare a farla in materiali naturali, in un paese in recessione, in mano a un esercito di vecchi di plastica.

Non parlare di intraprendenza, per favore, perchè l’intraprendenza che dovremmo avere è quella di abbattere il regime-gerontocrati,

l’intraprendenza oggi è totalmente soffocata da uno stato kafkiano, tu apri una partita iva o un negozio o una piccola società e in due anni puoi dare una tesi su kafka,

le uniche intraprendenze percorribili sono intraprendenze classiche (sposare ereditieri/e) o marginali non proprio esaltanti: ad esempio l’intraprendenza statalista-extracomunitari, specializzata in concorsi, rimborsi, sovvenzioni, etc; o l’intraprendenza notturna settore spettacolo-sesso-droghe-nuovi business,

per il resto: qualsiasi nuovo lavoro o idea d’impresa in Italia di fatto è illegale. Pensaci. Si comincia dal food, che dovrebbe essere il nostro futuro. Anche tenere tre galline è vietato, ormai. Anche produrre cibo per cani è vietato, se non sei una multinazionale.

Bisogna ribaltare il discorso, bosatelli, di fatto l’unico mercato rimasto ai giovani senza lavoro, sono proprio i molti vecchi ricchi o agiati come te, capisci,

la tua generazione è il nostro futuro, il nostro lavoro,

dobbiamo creare servizi per vecchi, case di riposo, case di vacanza senile, auto di riposo, vacanze di riposo, case editrici di riposo,

lascia perdere gli incubatori per le nuove imprese e i club per laureati,

se vuoi renderti utile aiutaci a fare il contrario, un hospice per vecchie imprese morenti, una casa di riposo per aziende decotte, un lebbrosario per enti inutili,

tutte le associazioni d’impresa, tutti i sindacati, mandiamoli al lazzaretto,

al km rosso, una grande casa di riposo per imprenditori,

insomma bosatelli, e mi rivolgo a tutta la categoria plutocrati: siete vecchi!

Avete conciato questo paese da far schifo, continuate a farlo, tenete strettissime tra le mani tutte le leve del potere, e avete pure il coraggio di dirci che non siamo intraprendenti!

Rilassatevi, mettetevi a scrivere libri, o anche blog a tempo perso come facciamo noi

(e lasciate in pace gli avvocati, che hanno già abbastanza lavoro inutile).