La freddezza nel lenzuolo

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morti

Ieri mi sei venuto in mente tre volte, e sempre per motivi di donne, e alla fine della giornata grazie a te ho fatto due buone azioni, e ritrovato un ricordo dimenticato.

La prima al semaforo, mentre si avvicinava il lavavetri, e pensando a te devo aver assunto un’espressione così arcigna che quello si è dirottato sull’auto accanto, dove c’era giovane mamma, che poi si stava quasi per mettere a piangere, perchè non aveva soldi per pagare il lavaggio, e allora io, sempre pensando a te, ho abbassato il finestrino, con voce sicura ho detto “ci penso io, signora!” e ho allungato l’euro al lavavetri, e tutto è andato a posto.

La seconda verso sera, al supermercato, scaffale dei vini, una badante non più giovane con in mano una bottiglia di vino rosso da 2 euro mi chiede se me ne intendo, se è buono, e di nuovo mi sei venuto in mente, o per meglio dire ho sentito il tuo spirito entrare in me, diventare me,

e allora ho tirato fuori il cinque euro che avevo in tasca – da dieci minuti mi aggiravo non sapendo cosa prendere -  e le ho detto “prenda questo signora, e lo beva alla salute degli amici lontani” e così dicendo le ho tolto dalle mani il vinaccio, e le ho messo in mano e il 5 euro e un chianti da 7 euro, e le sone scese subito le lacrime, e per un quarto d’ora mi ha spiegato che non potrebbe bere alcolici, perchè prende delle medicine, e  io le ho detto che anche questa medicina, il buon vino, è indispensabile, a volte;

e infine rientrando a casa, nella mia via, mi è tornata in mente quella volta, due o tre anni fa, era estate, stavamo aiutando un amico a fare un trasloco, eravamo su un furgone tenuto insieme a fil di ferro e scotch,

parlavamo di tecniche maschili per sgamare le tipe che fingono gemiti e tensioni che in realtà sono sbadigli, e tu citasti un caso tipico:

hai presente Leone quando risali da sotto le lenzuola con la forza di un vulcano, e sei un eccello infuocato che piomba nel nido, e la scopri, la copri, la scopi, e lei geme e tutto quanto: eppure ha la freddezza, nel groviglio di membra, per afferrare il lenzuolo, e coprire!