l’asinello di S.Lucia su Bg2019

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Mi sembrano in tutto e per tutto miei simili, i responsabili di Bg2019 (sindaco in testa) che oggi piangono protestano spulciano e accusano alcuni membri della commissione di avere avuto rapporti con i team di progetto avversari,

ma come? Fino a ieri lasciavano intendere di aver le carte giuste, le lobby giuste, i contatti giusti, ed ora, essendosi fatti fregare al loro stesso gioco, dicono che era un gioco sporco, e ragliano?

Dai, Bergamo, basta gettare fumo con la cultura, parliamo di soldi, ci sono ancora in giro 400.000 euro di budget, mi pare!

A sostegno della candidatura della Olivares a farmi da partner la notte di S.Lucia per distribuire agli artisti poveri qualche monetina,

ho trovato questa interessante dichiarazione dell’interessata:

Sono protestante e la mia religione mi ha insegnato un principio che non rinnegherò mai: dedicare una parte consistente della mia esistenza per opere di utilità sociale”. Federica Olivares

(intervista al Corriere della Sera del 6-3-1995 sulla “Fondation Europeenne des Femmes”, sodalizio creato in Lussemburgo da un gruppo di donne europee “con responsabilità ai più alti livelli istituzionali, politici ed economici”)

Brava Chicca, tieni fede alle tue parole, se devolvi anche solo il 10% del tuo mega-cachet puoi aiutare 100 artisti bergamaschi poveri di riconosciuto valore,

tra 10 o 100 anni, saranno i loro libri e i loro quadri a fare di Bergamo una città di cultura, non il tuo team o i tuo totem,

dai Chicca, porta giù qualcosa anche dal Lussemburgo,

ti aspetto alla rotonda di S.Lucia la sera del 12!

de docta ignorantia anno domini MCDXL

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doctaIgn2

qui veritatem absolutam habere putat

vero inconsciae ergo absolutae ignorantiae captivus est

autem nescire semper scire oportet

doctus est qui ignorantiam suam scit

ita adproquinquans ut extendens limes sapientiae

id est docta ignorantia

plura gnoscis plura ignorare scis

Riguardo la dotta ignoranza nell’anno del Signore 1440: chi crede di possedere la verità assoluta in realtà è prigioniero di un’ignoranza inconsapevole e dunque assoluta,

invece è necessario sapere sempre di non sapere

è dotto colui che conosce la propria ignoranza

sicché il limite della conoscenza avvicinandosi si estende

ecco cos’è la dotta ignoranza: più cose conosci, più cose sai di non conoscere

(Nicolaus Cusanus, De docta ignorantia, MCDXL,

sub interpretatione Leoni Decimoquarti Ponteficis)

cascina occupata cascina liberata

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kascina

sabato scorso  50 ragazzi hanno occupato una cascina abbandonata in via Baioni, zona Sace,  armati di un volantino:

“Rivendichiamo il diritto a riappropriarci di questo stabile e di riqualificarlo rendendolo agibile, pubblico, partecipato, socialmente utile e attivo.

… un luogo di incontro e scambio, dove potranno nascere officine di piccolo artigianato e di autoproduzioni oltre a laboratori artistici/culturali e di formazione. Sono benvenuti tutti quelli che condividono le nostre idee, che vogliono partecipare attivamente alle assemblee gestionali e alla riqualificazione del posto. Abbiamo bisogno di una mano da parte di tutti, vi aspettiamo!”

In poche ore i giovani falce/martello in versione vanga/rastrello ripuliscono il posto e lo rendono accogliente, arrivano molte persone, tra le quali il proprietario che chiama  Carabinieri e Polizia.

Dopo una lunga trattativa il proprietario e i 50 precari, disoccupati e studenti trovano un accordo: lo stabile sarà abbandonato entro mezzanotte per evitare denunce, ma c’è la promessa di rivedersi perché il proprietario intervenuto non ha escluso che il cascinale, peraltro in vendita, possa essere usato per le attività del gruppo di dimostranti dopo la messa in sicurezza.

I ragazzi scrivono:  “nel momento in cui abbiamo scoperto che lo spazio non era, come da noi pensato, comunale e destinato ad uso pubblico, ma di privati, abbiamo deciso di concludere l’occupazione la sera stessa.

Il segnale che volevamo dare è stato lanciato: troppi sono gli spazi e le case vuote in Bergamo, spazi che dovrebbero essere restituiti ai cittadini e alla città.

Sono talmente tanti questi spazi che anche il catasto ormai non riconosce più le proprietà legittime”.

I commenti dei lettori de L’eco di Bergamo on line sono: “imbecilli, drogati, andate a lavorare, adesso nel quartiere ci manca solo il centro accoglienza immigrati e gli zingari”.

Molti insistono sulla “ignoranza” dei ragazzi che “non sapevano che fosse privata” e hanno promosso un’iniziativa “autolesionista”.

Io penso che in realtà sapessero benissimo cosa stessero facendo con questa “occupazione per una sera”, “temporary”

come si evince tra le righe dei loro comunicati “volevano dare un segnale” , o forse fare un test per future occupazioni, e i risultati del test sono incorraggianti da un lato (simpatia dei residenti, afflusso di persone, azione che lascia un’impronta costruttiva, non distruttiva)

e deludenti dal lato istituzioni e mass media: prontissimo intervento delle forze dell’ordine, prontissima antologia di insulti dai lettori-commentatori de L’eco on line (che non sono commenti liberi, ma di gente iscritta, che fa centinaia di commenti, quasi dei professionisti…)

il segnale più importante, come sempre, è di tipo semantico:

in futuro, forse, non si dovrà parlare di ex fabbriche o ex cascine occupate, ma di aree o cascine liberate

la parola “occupazione” è vecchia, compromessa, statica,

meglio promettere la “liberazione” ,sia degli spazi, che delle persone:

dichiararsi non “occupanti abusivi”, ma “liberatori di diritto”.

non emigrate, cospirate!

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I_cospiratori_(film_1970)

non emigrate, cospirate!

alla meglio gioventù, alla generazione scoraggiata, ai cervelli in fuga

Grillo non ha detto “scendete in piazza” o “in rete”, ha detto “cospirate”,

cioè organizzatevi in segreto per combattere questo regime,

un appello palesemente sovversivo, un invito alla clandestinità politica

con tutto quel che ne consegue, riconoscimento dello stato come nemico da abbattere,

resistenza e rivolta,

ma  dire alla meglio gioventù  di “cospirare” andava bene al tempo del risorgimento, della resistenza,

le nuove generazioni allevate nel superbenessere non si sono ancora rese conto della realtà, del colossale furto compiuto da una parte non esigua del paese sulla maggioranza quiescente, rassegnata,

gli “scoraggiati” sperimentano ogni giorno  l’impossibilità di vivere al di fuori del sostegno della famiglia,

non riescono a immaginare un modo di vivere senza la macchina, i vestiti e lo smartphone,

non basta dire “cospirate”

non vogliamo una nuova stagione di terrorismo e stragismo, con figli di papà che giocano a mettere le bombe e la sera rientrano a casa,

no, bisogna dire  “andatevene di casa, e cospirate alla luce del sole”

occupate edifici vuoti, aree agricole inutilizzate, invece di stare remissivi in attesa di un concorso o un finanziamento che sarà la vostra rovina, intraprendete attività utili, sensate, artigianali, agricole, in aperta illegalità, lavorate in nero alla luce del sole,

come sono nate le prime leghe dei lavoratori?

abbiamo perso ogni diritto reale, bisogna ricominciare a lottare,

non è possibile fare la guerra alle banche, alla mafia di governo, alle multinazionali,

ed essere pacifisti!

i cospiratori più sovversivi saranno contadini e artigiani molto agguerriti che lanceranno sul mercato alimenti sani e prodotti onesti, in aperta guerra alle asl, ai nas, al made in italy, all’inps,

la tracciabilità sono io, l’ho allevata io questa gallina,

l’etichetta sono io, l’ho fatto io questo tavolo, questo maglione,

la Nestlè sono io , l’ho fatta io questa merendina,

la Galbani sono io, l’ho fatta io questa formagella,

la vera cospirazione è dire alle mille aziende che chiudono ogni giorno:

non chiudete! riaprite! aprite dei veri spacci!

Imago: Sean Connery e Richard Harris ne “I cospiratori” 1970