l’ecoccodrillo di bergamo

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CoccodrillAmericano

L’ecoccodrillo è un anfibio vorace che vive nella pagina dei morti de l’eco, la pagina che dà da vivere al giornale.

In data 31 gennaio l’eco scrive: custodire la memoria è una delle missioni che L’Eco di Bergamo ha nelle sue corde. Abbiamo ragionato a lungo per trovare modi e spazi per continuare a interpretare il senso della morte. Molti sono, infatti, le trasformazioni in atto nella società. Abbiamo rilevato come si ricorra, ad esempio, ai social network per annunciare la scomparsa.

Hanno convocato gli operatori delle pompe funebri e annunciato tutte queste novità, tra cui la sezione «Le parole che ti direi» dedicata alle famiglie e agli amici che desiderano lasciare impresso un pensiero della persona cara.

Si aggiungerà «L’ultimo saluto alle ceneri» con l’annuncio, attraverso le pompe funebri, del giorno e dell’orario in cui verranno inumate o tumulate. Infine, con «La memoria sul web» verrà attivata una sezione sul sito internet dove poter consultare l’archivio.

Alleluia! Ci sono arrivati. Sono almeno dieci anni che lo dico: il futuro dei defunti è on line.

In ritardo di dieci anni, il sistema ti segue (vedi nota a fondo pag).

Beh, lo ammettono anche, che ci hanno ragionato a lungo.

Tra le “novità”, il servizio coccodrillo: “Le parole che ti direi”, che era proprio il lavoro che ho sempre sognato, scrivere coccodrilli per L’Eco di Bergamo, ma purtroppo non mi hanno mai preso (nonostante la mia esperienza come… ghost writer).

Oggi questo nuovo servizio si chiama “Le parole che ti direi”, per informazioni e costi del servizio telefonare allo 035.358.777 che a guardare bene  è lo stesso numero del servizio necrologie e partecipazioni al lutto 035.35.87.77 (nella foto qui sotto: in alto a destra e in basso a destra)

necro-nonna_3

(sono questi i veri misteri imperscrutabili de l’eco di bergamo: quando in un’inserzione auto-pubblicitaria ti mette lo stesso numero di telefono scritto come se fossero due numeri diversi, uno e trino, è voluto, è geniale, è ragionato a lungo, ha un senso ultra-terreno-comunicazionale,

oppure è opera della provvidenza, o di uno stagista ottenebrato dalla fame, o di un team alla viva il parroco? Non potrai mai saperlo).

In cerca di risposte, facendo una ricerca, arrivi sul blog personale del direttore marketing de l’eco, un manzoniano dichiarato che confida ai suoi 25 lettori di essere l’autore del coccodrillo di lancio della rubrica “le parole che ti direi”, su sua nonna.

Il mio pezzo lo trovate in fondo a pagina 40, all’interno della nuova rubrica “Le parole che ti direi”, che offre spazio alle famiglie e agli amici per ricordare i loro cari in occasione nell’anniversario (trigesimo, anno) della scomparsa.

Pochi giorni dopo, sempre sul suo blog: dopo il ricordo di mia nonna Nella, è oggi la volta di mio nonno Umberto, l’altro ramo della famiglia.

Come dicevo, l’ecoccodrillo è un anfibio vorace.

Ma a me non basta. Mi informerò per chiedere se possibile avere un servizio anteprima di coccodrillo live, cioè io vorrei leggere il mio coccodrillo se crepassi oggi,

per questo sì che pagherei, e anche gli aggiornamenti.

(nota “sono dieci anni che lo dico..”: appena nata Facebook già pensavo alla Facebook dei morti, e alla pagina de l’eco.

In un sussulto d’impresa anni fa avevo anche comprato il dominio YouDie e pubblicato il progetto nel blog bamboostudio (oggi…defunto).

Un commercialista buddista si era dimostrato interessato a realizzare il progetto.

Già prima della crisi a quelli di QuiBergamo ho proposto di mettere in copertina il morto del mese.

A Percassi ho proposto pubblicamente di trasformare l’Oriocenter nel Kilometro Nero, il nuovo iper-cimitero (vedi la performance di Clusone “Macabre Dance”, con Athos Mazzoleni e Mattia Dal Bello, visible su vimeo o youtube)

L’ultima evoluzione del mio pensatoio sul tema on line/off live è la nuova professione “prefica digitale”, questo mese nella rubrica fantamarketing di CTRL magazine, freepress nei posti giusti , o visible su Issue,

frase vincente della “prefica digitale”: se oggi abbiamo giornali che campano sulla pagina dei morti, domani avremo giornali web che camperanno sulla pagina web dei morti.

 

 

One thought on “l’ecoccodrillo di bergamo

  1. Hanno “ragionato a lungo per trovare modi e spazi per continuare a interpretare il senso della morte”?
    Sarebbe bastato guardare la città dei vivi alle dieci di sera, senza pensarci troppo, per capire che Bergamo sa interpretarlo benissimo.

    Propongo di cambiare il nome del giornale cittadino: L’eco dei morti.
    Cioè il silenzio.

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