Mc Donald’s, Expo, la pizza e il bambino scemo

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Un bambino scemo in pizzeria invece di scegliere la pizza vuole l’happy meal, il papà più scemo di lui lo porta al Mc Donald e sono tutti felici. Slogan: tuo figlio non ha dubbi!

Con arroganza multinazionale, nella sua nuova campagna Mc Donald irride, nell’ordine:

1)    uno dei prodotti simbolo del food made in Italy, la pizza,

2)    il luogo dove questo prodotto viene preparato e servito: la pizzeria

3)    il cameriere italiano, cioè il servizio e la conduzione di tipo familiare

4)    il bambino italiano, che alla pizza in pizzeria preferisce l’happy meal col suo bel packaging

5)    il papà italiano, che si sdraia davanti al bambino succube della pubblicità

6)    la legislazione italiana, che ha un’idea sorpassata di pubblicità scorretta

7)    l’expo, sotto le cui insegne termina la spot, il che ci lascia capire il caro prezzo  pagato dall’Expo a Mc Donald per averlo come main sponsor (insieme a Coca Cola!)

Tutti questi soggetti irrisi, ma specialmente i pizzaioli, e i titolari di pizzerie, vedendo questo spot, si renderanno conto di vivere e lavorare in uno stato di sudditanza.

In 30 secondo riescono a demolire agli occhi dei bambini l’andare in pizzeria e a convincere i genitori che da Mc Donald è tutto più facile.

Nei fatti, si scontrano due modi concorrenti di produzione/nutrizione/consumo: da una parte la catena fast-food della grande multinazionale, industrializzata,  standardizzata, gestione manageriale; dall’altra il mondo delle ristorazione parcellizzata, di cui le pizzerie sono cardine, con prodotto artigianale fatto sul posto, piccoli proprietari, gestione familiare.

Questi due mondi sono in guerra, ma non combattono ad armi pari.

L’associazione pizzaioli/pizzerie non può fare uno spot dove dileggia Mc Donald e i suoi clienti come bambini scemi, succubi e capricciosi. Mc Donald lo può fare.

La pizza italiana, il gelato italiano, non hanno brevetti. Hanno ricette. Le ricette sono come i free software: mettono a disposizione di tutti una conoscenza.

La coca cola invece è una ricetta segreta. Siamo nel mondo del copyright, del prodotto brevettato, dove identifichi il prodotto con il marchio, e  quindi essendo di tua proprietà il nome stesso del prodotto, io non ne posso nemmeno parlare!

Se invece hai un prodotto che non ha un marchio, ha solo un nome comune, pizza, lasagne, gelato, e tradizioni secolari, e ingredienti autentici, allora io lo posso denigrare tranquillamente e danneggiare tutta la filiera. Questo è quello che vedo nello spot Mc Donald.

Noi popolo di pizzaioli, gelatai, vignaioli, pasticceri non possiamo dire che Mc Donald è merda, che la Coca Cola è merda; loro invece possono dire che la pizza è merda, che le pizzerie sono merda, e quindi domani potranno anche dire che la pasta italiana, o il vino, o le gelaterie artigianali sono merda.

E lo possono fare in Italia, all’Expo italiana, dove noi si pensava di lanciare il cibo come nuovo made in Italy, esempio per l’umanità. Per ora, purtroppo, esempio di sottomissione.

Viene da pensare che quel bambino scemo che invece di scegliere una pizza subisce il menu preconfezionato, siamo noi, è l’Italia.

3 thoughts on “Mc Donald’s, Expo, la pizza e il bambino scemo

  1. Non si può non condividere ogni parola che hai scritto.
    Ma una riflessione ci sta…
    parliamo anche delle pizze che costano 10…12€… che una famiglia per andare nella “pizzeria familiare” deve scucire 50euri…
    Parliamo dell’acqua alla spina “microfiltrata” con le bollicine a 3euri.
    Parliamo delle pizze bruciate… non lievitate… della mozzarella che mozzarella non è…dell’olio di “oliva”…
    Parliamo del “coperto”…3…4 euri per avere delle posate…Una tovaglia di carta. .. Un bicchiere… (ma mica me li porto via! !)
    È ovvio che vado dove mi conviene…e così scelgo il kebab…il mac…
    La pubblicità scorretta? Mah… mi sembra più allucinante che mac sia Main sponsor per un evento che vuole “nutrire il pianeta”…
    Alle istituzioni il compito di proteggere i nostri cibi… ma non sembra che ci riescano molto bene. ..o tantomeno che sia prioritario…

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