Italcementi sapendo di mentire

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(monologo del vecchio professore, in una classe di Liceo, sventolando alla classe la prima pagina de L’eco con la notizia della cessione dell’Italcement ai tedeschi)

Italcementi sapendo di mentire,

il significato è chiaro e trasparente come il cemento tecnico,

parliamo della più grande azienda del territorio,

parliamo di uno dei più grandi produttori europei di cemento:

dopo aver scavato tutto lo scavabile, inquinato tutto l’inquinabile,

guadagnato tutto il guadagnabile, licenziato tutto il licenziabile,

il padrone vende baracca e burattini, come un impresario da quattro soldi,

e la città degli edili perde la sua materia prima, da un giorno all’altro,

senza che nessuno ne sapesse niente, e sono tutti contenti

perchè andiamo verso il futuro, con la locomotiva d’europa,

e poi qui da noi rimane la fondazione: e questa è la presa in giro,

è la goccia che fa traboccare il vaso, è la ciliegina che ti strozza…

ecco la Repubblica fondata sul lavoro, generazioni di lavoratori che hanno lavorato una vita, e non pochi sono crepati di malattie causate dal lavoro, per rendere il padrone, un solo uomo, ricco in una maniera eticamente e socialmente insostenibile… cose dell’Ottocento…

fosse ancora vivo quel fascista di mio padre, mi sembra di sentirlo: quando c’era Lui, una cosa del genere sarebbe stata impensabile, vendere allo straniero! Azienda espropriata, e nazionalizzata, imprenditore al confino, e la ricchezza prodotta resta dov’è, mentre adesso, dimmi tu cosa farà quello lì con tutti quei soldi che puzzano del sudore di generazioni di lavoratori? Ma quale Repubblica fondata sul lavoro, questa è una Privativa fondata sul gioco d’azzardo!

Ha ragione il vecchio… nemmeno ai tempi degli anni di piombo, però, sarebbe stata possibile una cosa del genere…

No ragazzi,i voi non avete capito quello che è successo,

Carlo Pesenti che vende l’Italcementi per i bergamaschi è una tragedia, perchè fino ad oggi ci avevano sempre parlato delle nostre aziende, delle nostre imprese,  quando c’era da soffrire, da fare sacrifici, erano nostre, quando erano un problema erano nostre, adesso che sono una risorsa ecco che appartengono al proprietario legittimo…

nemmeno un re può fare quello che fa un re del cemento, come se Carlo d’Inghilterra appena salito al trono vendesse l’Inghilterra…

ma la cosa orribile è che si tratta di un messaggio deprimente, di una manifestazione d’impotenza,  è come se dicesse:

non sono in grado di fare l’industriale, vendo, e faccio il finanziere!

capite, immaginate i danni che potrà fare come finanziere uno che non sa fare l’industriale,

perchè adesso con quei miliardi in tasca c’è il rischio che faccia fare alla nostra economia la fine che Moratti ha fatto fare all’Inter, drogata di soldi, investimenti senza idee, senza carattere, senza ambizione, pensando di vincere facile, schiacciando la concorrenza…

e questo  con un governo di sinistra, in una città cattolica che promette pace e solidarietà,

mentre  i sindacati sono troppo impegnati a fare le denunce dei redditi…

e adesso volete sapere cosa c’entra l’Italcementi con la nostra ora di storia e letteratura, benissimo, e allora aprite Dante,  canto VI del Purgatorio:

Ahi , serva Italia….

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