tempo da cani

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tempo da cani, tempi duri per i cani che lavorano all’aperto,

ma anche per tutti quei cani che ormai di fatto svolgono come professione principale

l’operatore di sostegno psicologico a 4 zampe del padrone.

Con le nuove tecnologie, molti di noi si sono ritrovati con le zampe incrociate,

sostituiti da una telecamera, una faccenda piuttosto deprimente.

Si è mai vista una telecamera capace di abbaiare e mettere in fuga i malintenzionati?

E così ci siamo dovuti inventare questa nuova professione, il tutor psicologico del padrone.

Sapere che dai miei bisogni fisiologici possono scaturire occasioni per il padrone

di instaurare nuove relazioni sociali non è particolarmente gratificante.

Sempre le stesse manfrine, le stesse domande cretine: è maschio?

Mai sentito qualcuno chiedere: è femmina?

Quanti anni ha? Come si chiama?

Tutta una sceneggiata capace di durare settimane, mesi, litri di piscio, chili di stronzi

raccolti a mano, fino al fatidico scambio di numero telefonico.

Non potrebbero dirsi direttamente “ciao bella umana, che gioia mi dà il vederti,

ti cavalcherei volentieri, fatti annusare tutta!”

No, preferiscono fare i guardoni, e commentare i nostri momenti di privacy.

Piuttosto snervante.

Noi preferiremmo non avere intorno i padroni quando abbiamo esigenze fisiologiche,

e tornare a fare lavori onesti, magari all’aperto,  o socialmente utili:

c’è un mio amico Husky che voleva mettere su una cooperativa

di cani da carrozzina, per trainare i disabili sulle piste ciclabili,

ma il suo progetto è stato duramente condannato dagli animalisti,

e anche dalle associazioni disabili, niente da fare, anche con i disabili

l’unica cosa che vi vogliono far fare è la pet-terapy.

Ma fatevi la human-terapy, dio uomo!

Prendi un essere umano, e gli vuoi bene: cosa ci vorrà mai?

Mettilo a 4 zampe, se proprio ti sembra poco amabile così sui 2 piedi.

Upper Dog

photo by 

http://web.stagram.com/n/bzonca/

 

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